Isola di Bergeggi

Bergeggi
Nel 2007 è stata istituita questa Area Marina Protetta e l’effetto sull’ambiente è stato immediato. Nella zona A, dove è permessa solamente l’esplorazione subacquea, la vita è tornata. Un esempio da seguire...

Vista da Noli

 

Distante dalla costa meno di trecento metri, quest'isola ha un lungo passato storico; sulla sua sommità si trovano i resti di una chiesetta del quinto secolo dedicata a Sant’Eugenio, di un’abbazia antecedente l’anno 1000 ed anche di torri risalenti ad epoca romana e medioevale. Rimangono anche i ruderi di una villa moderna e della statua in ferro di un pifferaio posta nel 1958, che ora segna l'immersione omonima.

 

Mappa Isola di Bergeggi


IMMERSIONI

Canalone
Siamo sul lato nord-est dell’isola e scendiamo lungo la parete su un fondale di circa sette metri; proseguendo lungo una propaggine rocciosa che punta verso il largo, ricca di gialli parazoanthus, la paretina arriva a circa trenta metri. Negli anfratti possiamo notare gronghi e murene, intorno a noi castagnole, anthias, saraghi e sul fondale piccole cernie. Con un poco di fortuna in inverno/primavera si può incontrare la rana pescatrice.

Parazoanthus


Franata
Sul lato sud-est dell’isola si trova questa piccola insenatura, dove scendiamo a sei metri di profondità incontrando gruppi di rocce che arrivano ai trenta metri. Anche qui nelle tane osserviamo gronghi, murene e polpi. Occorre prestare attenzione ai possibili frammenti di anfore, a circa venticinque metri di profondità troviamo un’ancora che risale al VI secolo ed a poca distanza, ai ventitre metri, una seconda del IV secolo e vicino a quest’ultima una terza ai venti metri. Intorno a noi la stessa vita incontrata nell’immersione precedente e confinante. Risalendo ai quindici metri una distesa di alghe ospita varie specie di coloratissimi tordi.

Murena


Pifferaio

Sul lato sud dell’isola scendiamo su un fondale di sei metri, per arrivare ad un pianoro ai dieci ed un salto che ci porta ai diciotto. Da notare la rara presenza dell’oculina patagonica, questo corallo incrostante è stato a lungo creduto specie aliena proveniente dall'oceano Atlantico. La prima segnalazione nei nostri mari è avvenuta comunque solo negli anni '60 in Liguria, seguita da altre in Spagna, Egitto, Libano e recentemente in Algeria e Tunisia. Vive bene fino ai tre metri di profondità, ma può raggiungere i dieci. Una parete con una grotticella ricca di pesci è la nostra meta. Intorno a noi si presenta la vita incontrata anche nelle immersioni precedenti. Qui pure con condizioni meteo non buone, è quasi sempre possibile l'immersione.

Oculina Patagonica

 

Onestamente questa non è una delle nostre zone preferite, il confronto con la vicina Portofino è sicuramente impossibile, ma negli anni se la protezione sarà seria e consolidata potrà porsi come alternativa. Certo che le pareti che scendono in profondità, il corallo e le paramuricee mancano.... Segue il nostro video.

 

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