Isola del Giglio

Arcipelago Toscano
A quindici chilometri dall’Argentario troviamo l’isola del Giglio, la seconda per grandezza dell’arcipelago. Nei suoi ventotto chilometri di coste, prevalentemente rocciose, dispone di molti punti di immersione: ai bagnanti rimangono comunque le bellissime spiagge di Campese, Arenella, Cannelle e Caldane.

Cartina Isola del GiglioVedi l'elenco delle immersioni, in sequenza con inizio Giglio Porto, a fine pagina
 

La superficie di ventuno chilometri quadrati è montuosa, raggiungendo il punto più alto ai 496 metri di Poggio della Pagana. Questa isola prevalentemente granitica è ricoperta dalla macchia mediterranea e dalle coltivazioni che hanno permesso la vita agli abitanti, da evidenziare i pregiatissimi vigneti che producono il vino ansonica.

 

Veduta sull'Argentario

Una fitta rete di sentieri percorrono il terreno; una volta usati dagli abitanti per raggiungere i campi e le località vicine, ora portano noi a scoprire paesaggi e scorci meravigliosi. Il lavoro divideva gli isolani, i contadini erano a Giglio Castello mentre i pescatori a Giglio Porto. L’integrazione tra le due comunità ha consentito comunque benessere per tutti e l’arrivo del turismo ha migliorato ulteriormente la situazione.

 

Giglio Porto

 

Giglio Porto è l’approdo all’isola, le case coloratissime appartenute ai pescatori si riflettono in un mare limpido nonostante il traffico nautico. Le vestigia storiche sono la medioevale torre del Saraceno e qualche resto della villa romana che si intravede nell’acqua della baia del Saraceno. Sono però solo i muri del vivaio per pesci, le vestigia del corpo principale soprastante sono andate perdute e solo qualche frammento è ora inglobato in un albergo.

 

Panorama di Giglio Porto

 

Giglio Castello sorge nel medioevo; Rocca Aldobrandesca, mura e torri furono edificate dai Pisani e dal Granducato di Toscana. L’impianto cittadino spettacolare ed intatto, considerato tra i borghi più belli d’Italia, merita una visita alle strette viuzze ed alla chiesa di San Pietro Apostolo. Qui viveva chi era dedito alla terra, allevatori e contadini, ed era ed è ancora la località principale dell’isola.

 

Giglio Castello

Giglio Campese è l’abitato di origine più recente, nasce per l’estrazione della pirite ma la posizione su una splendida spiaggia ha favorito lo sviluppo turistico. L'immagine più rappresentativa è quella del faraglione, posto all’estremità del promontorio omonimo, a sud della spiaggia dove troviamo anche la medioevale torre del Campese.
Qui l'hotel Campese, direttamente sulla spiaggia, è stato la nostra casa e Aldo Baffigi, del vicino diving Deep Blue, ci ha accompagnato nelle piacevoli immersioni.

 

Punta Faraglione


L’isola è compresa nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, qui però la tutela ricade solo sulla parte emersa, al contrario di Giannutri dove anche le acque sono protette.
La zona A di protezione integrale riguarda solo la superficie degli scogli di Cappa, Pietra Bona, Mezzo Franco, Corvo, Scole. La zona B di riserva generale orientata è posta sul lato occidentale e meridionale, mentre il restante ricade nelle zone C e D con meno tutele.

 

Dal faraglione alla torre del Campese

 

IMMERSIONI

Elenco in sequenza con inizio da Giglio Porto

Cala del Saraceno

A due pinneggiate dalle case, fondale inizialmente con posidonia e con l’aumentare della profondità scoglio, adattissimo a check dive o notturne. Profondità 5/35 metri.

Le Scole
Vicinissimo a Giglio Porto troviamo questo famoso gruppo di scogli che consentono un buon ormeggio, possiamo intraprendere itinerari con difficoltà diverse. Profondità 10/40 metri.

Secca di Zannea
Sul lato orientale dell’isola solitamente facile, parete verticale verso est e franate nelle altre direzioni. Profondità 10/40 metri.

Cala degli Alberi
L’insenatura circondata da scogli è perfetta anche per lo snorkeling ed un piacevole bagno. Profondità 10/40 metri.

Zampa di Gatto
Questa secca, in vicinanza dello scoglio omonimo, è una vasta area che richiede orientamento ed una corretta gestione dell’aria. Consente diversi itinerari, profondità 30/40 metri.

Punta Corbaia
Può considerarsi il naturale proseguimento e completamento dell’immersione precedente, infatti la catena di rilievi della secca arriva fino qui. Profondità 10/40 metri.

Punta di Capel Rosso
Da sotto il faro troviamo itinerari diversi per i due lati del promontorio, il versante orientale è sicuramente il più bello. Profondità 10/40 metri.

Punta e secca del Serrone
Qui scendiamo lungo la parete oppure, andando verso il largo, dopo il pianoro troviamo la secca che risale. Profondità 20/40 metri.

Scoglio di Pietrabona
Dal fondale di una decina di metri ci dirigiamo verso le bellissime pareti strapiombanti facendo attenzione a qualche rete perduta. Profondità 10/40 metri.

Grotta della Palma
Malgrado non sia impegnativa va affrontata con attenzione ed impegno, ricchissima di gamberi di grotta (Plesionika Narval). Profondità 10/30 metri.

Cala del Corvo
Punto molto riparato che consente una piacevole immersione se le condizioni del mare allo scoglio vicino non sono ottimali. Profondità 10/40 metri.

Scoglio del Corvo
Parte emersa di una serie di rilievi paralleli che si dirigono verso il largo, creando canyon e numerosi percorsi. Attenzione alla possibile corrente. Profondità 10/40 metri.

Aragosta
Punta dell’Eresia
In questo punto è facile trovare correnti e mare agitato, percorso possibile sia sul lato nord che sud ma a volte impegnativo. Profondità 10/40 metri.

Isola della Cappa
Ci troviamo nella Cala dell’Allume con una costa calcarea e su un fondale di posidonia, immersione facile intorno allo scoglio. Profondità 5/15 metri.

Scoglio di Mezzo Franco
Intorno alla parte emersa si trovano numerose secche a diverse profondità, da una con cappello a trenta metri ad altre che toccano la superficie. Profondità 10/40 metri.

Punta del Faraglione
Sul lato sud della punta si trova la più estesa prateria di posidonia dell’isola, sul lato nord tre belle formazioni rocciose ed anche facili immersioni all’Ancora ed al Traliccio. Profondità 5/40 metri.

Secca i Pignocchi
Situata a nord della torre di Campese, vicina e parallela alla costa arriva quasi in superficie ed è formata da grandi massi di granito. Profondità 10/40 metri.

Secca degli Svizzeri
Immersione nel blu con la testa della secca ad una profondità importante, riservata a sub con attrezzatura e preparazione adatta. Profondità 30/50 metri.

Cala di Sparavieri
Al lato nord della bellissima caletta sassosa altra piacevole immersione a poca distanza da Campese. Profondità 10/30 metri.

Punta delle Secche
La secca di forma rettangolare è la naturale prosecuzione del promontorio, il lato esterno raggiunge profondità importanti. Profondità 10/40 metri.

Punta del Fenaio
Molte immersioni sono possibili, dalla facile franata sul lato sud alle profonde pareti del lato nord ovest sotto il faro, ma tutte molto belle. Profondità 10/40 metri.

Polpo
Il Canyon
Semplice immersione vicino alla punta del Fenaio, adatta come seconda dopo le pareti più impegnative. Profondità 5/20 metri.

Secca di Spartaco o di Titta
Allungata parallelamente alla costa in direzione est-ovest è di notevoli dimensioni e ricca di vita. Il lato esterno raggiunge grandi profondità. Profondità 30/40 metri.

Cala Molella
Da un fondale inizialmente di posidonia si arriva ad un fondo sabbioso con scogli sparsi, raggiungendo la parte interna della secca. Profondità 10/40 metri.

Punta del Morto
Partendo dall’adiacente omonima caletta è possibile arrivare anche al limite ricreativo, adatta anche all’immersione notturna. Profondità 10/40 metri.

Cala Calbugina
Ben riparata dai venti meridionali è un sicuro ridosso, piacevole fondale con spaccature e grotticelle ma attenzione al traffico nautico. Profondità 10/40 metri.

Secca della Croce
Partendo dalla sabbia a sessanta metri arriva a soli sei dalla superficie, due pinnacoli si alzano dall’ampio pianoro ad una ventina di metri. Profondità 20/40 metri.

Punta della Croce
Contrassegnata da un masso tondo con una incisione a forma di croce che sembra indicare la secca a nord. Profondità 10/40 metri.

Punta di Radice
Fondale con sabbia ed una franata con scogli che aumentano scendendo, dove troviamo anche una grotta. Profondità 10/40 metri.

Punta della Campana o i Subbielli
Si raggiungono i grossi scogli della punta che scendendo creano anfratti e spaccature, a poca distanza si trova anche la secca con cappello ad otto metri. Profondità 10/40 metri.

Cala Cupa
Perfettamente ridossata è l’ideale per corsi e principianti, sabbia alternata a posidonia fino ai trenta metri dove troviamo grandi massi. Profondità 5/30 metri.

Punta Gabbianara
Dal fondale di posidonia inizia un bel canale, tra la costa ed il grande scoglio emergente, che raggiunge una franata. Profondità 5/30 metri.

  L'isola vista dall'Argentario