Mondo Sommerso non rinasce

Firenze
La rivista Mondo Sommerso chiude definitivamente. Il ricorso presentato dalla Casa Editoriale Olimpia è stato respinto il 28 settembre 2012, l'affitto alla GEA, che aveva tentato il salvataggio della testata mensile è stato così revocato. Era già stata dichiarata fallita dal Tribunale di Firenze il 13 Gennaio 2012: Mondo Sommerso, la più antica rivista subacquea italiana, ha quindi smesso di esistere per la seconda volta in pochi mesi.
 

Gli abbonati che avevano dato la propria fiducia (ed i propri soldi) al nuovo editore hanno visto però la restituzione del versato, cosa pare non successa la prima volta.

Negli anni, principalmente in quelli lontani, ha accompagnato la nostra passione. Quasi tutti abbiamo sognato sui reportage di immersioni lontane e sulle foto sub di indimenticabili persone.
Penne importanti come Gianni Roghi vi scrissero articoli bellissimi; come ad esempio La strada del corallo, pubblicato nel 1966 e nuovamente nel 1998 come miglior articolo nella vita della rivista.

Un importante pezzo dell'editoria subacquea italiana è perso, per colpa o merito del web. I siti internet e le riviste sub online (quasi solo anglofone ovviamente) hanno ucciso la carta stampata, che non ha saputo adeguarsi e lasciare l'impronta troppo pubblicitaria presa negli ultimi anni. Il sito web fermo dal 2010, è ora spento.
Da ricordare anche la chiusura delle riviste Aqua, Immersione Rapida MARE, il Subacqueo ed infine Sub (quest'ultima ha da poco ripreso la pubblicazione con un nuovo editore).

Un nuovo editore difficilmente tenterà il rilancio, il degno tentativo della GEA non è riuscito e per ora Mondo Sommerso non esiste davvero più.

 

Questa che segue è stata la sua ultima Home page 

Mondo Sommerso

  

Non c'è più una Redazione ed un Direttore di Mondo Sommerso, ma un subacqueo dopo aver letto questa pagina web ci ha inviato (erroneamente o volutamente) questa mail a loro indirizzata. Esprime benissimo anche il nostro sentimento.

Ricordo ancora oggi il novembre del 1961, età 15anni, mi trovavo nell'edicola dove abitualmente acquistavo una rivista sulle moto/auto, mi capitò sottomano di sfogliare il Mondo Sommerso, fui folgorato dalle bellissime pagine di foto e reportage sui mari del sud e nord del nostro pianeta Terra.
Optai per l'acquisto, che è durato, salvo qualche periodo, della Sua Rivista, ogni volta che la guardavo e leggevo mi sembrava di tuffarmi in avventure esotiche ed eroiche. Ricordo che seguivo spesso Maurizio Sarra, finché a settembre del 1962 in un’immersione sul litorale del Lazio venne attaccato da uno squalo e dopo vani tentativi morì.
Oggi nell’aprire internet mi sono collegato sul Vostro sito ed ho appreso, con tristezza, che non verrà più pubblicato. Il rammarico di questa decisione mi ha profondamente colpito, perché oltre la perdita di un’eccellenza nella categoria e relativi posti dei vostri collaboratori, con essa se ne va via una parte della mia gioventù, dove i ricordi purtroppo svaniranno per sempre.
Colgo l'occasione per Ringraziarvi della bella avventura e per quello che avete trasmesso a tanti di noi, come "l'Amore e il rispetto per tutto quello che ci circonda"!
Grazie e un “in Bocca al Lupo” (meglio al pescecane o squalo?).

Giuseppe *****
Napoli

 

Cosa era Mondo Sommerso

Il miglior direttore della rivista è stato sicuramente Antonio Soccol, venuto a mancare nel 2012. Da leggere la sua sintesi di tanti anni di bolle.

Mi ricordo sì...
non è facile però condensare in poche righe tutti i “danni” che ho inferto alla subacquea dal 1965 a oggi, collaborando prima (per dodici anni) e poi dirigendo “Mondo sommerso” per un paio d’anni, fondando quindi (nel 1980) “Sesto continente” e mantenendolo faticosamente in vita per cinque anni e infine dirigendo “Aqua” (1988) per ben undici mesi e ventinove giorni, nonostante l’editore: un reduce della Repubblica di Salò...

Ho inventato le manifestazioni di fotografia subacquea (prima in Italia, abolendo le gare di caccia e garantendomi così l'odio feroce di tutti i produttori di materiale sub per i quali senza fucile era inutile andare sott’acqua…) e poi all’estero.

Sono stato amico di ragazzi come Gianni Roghi e J. Y. Cousteau, di Sergio Bertino, di Christian Petron, di Jacques Mayol, di Daniel Mercier, di Umberto Pepoli, di Gaetano “Ninì” Cafiero, di Alberto Laviano, di Pipìn, e di Umberto Pelizzari. Per non dire di tutti i grandi fotosub: Flip Schulke, Mike Yamashita, David Dubilet, Enrico Cappelletti, Andrea Ghisotti, Massimo Simion, Roberto Rinaldi (e qui ci vorrebbe un “eccetera”, ma di quelli lunghissimissimi) e di quei meravigliosi pazzi scatenati tipo Herwarth Voigtman e Marco Eletti che baciavano in bocca gli squali.

Ho litigato (ma chi non l’ha fatto?) con Raimondo Bucher… anche se condivido con lui l’idea che il miglior Gav del mondo è un sacchetto (di plastica) della Standa. Ho invitato ad un sano “turismo e sesso” (leggi: vaff…) quel pluri patentato tanghero di Fulco Pratesi che, su il “Corriere della Sera”, aveva scritto che i sub vanno sott’acqua con il “pugnale” per uccidere i pesci… Ho inventato il nome GAV (Giacchino-giubbino ad Assetto Variabile). Ma sono stato anche l’unico (che io sappia) a pubblicare un articolo dal titolo: “Questo Gav uccide" (era della Cressi).

Posso raccontare dell’immersione nel cimitero (più di trecento) delle àncore (di galeoni spagnoli) dentro al porto di La Habana con le petroliere che passavano sopra alla testa, 42 metri più su... e le “mire” erano date dall’allineamento degli "attributi" di una grande statua equestre con la croce di un campanile... il tutto nel cuore di Cuba, la comunista. Ho un “vanto” molto personale: nella subacquea non mi hanno mai dato un premio. Nemmeno il famoso, leggendario “Tridente d’oro” di Ustica: meglio soli che mal accompagnati (Ninì, con tutto il rispetto…)... hai voglia di cose da dire: appena cinquanta anni di bolle...

 

Nel 2007 in occasione dei quaranta anni dalla morte di Gianni Roghi, organizza una splendida mostra all'Acquario Civico di Milano ed un sito dedicato, curato personalmente da lui e chiuso purtroppo dopo la sua morte. Ora qualcuno fortunatamente sta rimettendo online parte di questo materiale imperdibile: gianniroghi.com è da visitare e rivisitare. Un sentito grazie a chi si sta impegnando in questa impresa.