Pianosa

Arcipelago Toscano
Dal 2013 è possibile immergersi nelle acque, da sempre vietate, di quest’isola protetta da un secolo e mezzo di presenza del Carcere di massima sicurezza dismesso nel 1997: ora è permesso un accesso contingentato e regolamentato sia a terra che ultimamente in mare.

Pianosa, per grandezza la quinta isola dell’arcipelago toscano con i suoi sei chilometri di lunghezza per cinque di larghezza, ha un’altezza massima di ventinove metri e si trova a quattordici chilometri dall’Elba e quaranta dalla Corsica. Con tracce del neolitico e dell’età del bronzo, conserva testimonianze di epoca romana e fu l’esilio di Postumio Agrippa. La zona termale della sua villa risalente al primo secolo avanti Cristo, merita una visita. Catacombe cristiane del III e IV secolo sono situate in vicinanza dell’abitato ottocentesco.

 
Mappa Pianosa

 
Nel 1858 è creata la Colonia Penale Agricola ed inizia indirettamente la protezione dell’isola. Viene costruito un muro per isolare i terreni carcerari dalla piccola zona abitata dal personale del carcere e dalle loro famiglie. Oggi i visitatori hanno libero accesso al paese ed a Cala Giovanna, l’unica in cui è permessa la balneazione. La visita dell’area oltre il muro è consentita ai gruppi accompagnati ed accreditati. La zona di protezione integrale marina arriva ad un miglio dalla costa.

 

Video Pianosa
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Le immersioni sono limitate ai diving autorizzati ad accedere alle sette boe di ormeggio (due solo per servizio) gestite dal Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano dell’isola di Pianosa. Le regole di utilizzo sono però soggette a modifiche e integrazioni annuali, meglio informarsi anticipatamente. Le boe attualmente accessibili sono: SP2, SP3, SP6, SP7. 

Ci siamo immersi con il Diving Service Center di Seccheto, gentili e professionali malgrado la sede nettamente da migliorare.

 

IMMERSIONI

SP2
Ci troviamo vicino all’abitato ed a Cala Giovanna, il fondo del pianoro di posidonia è sui venti metri di profondità e percorrendolo si può risalire a quattro metri, oppure scendere a trentacinque metri lungo una paretina. In quest’area la presenza di grossi scogli piramidali consente percorsi differenti, a quattordici metri è presente una coreografica grotticella. Sul pianoro a sei metri di profondità, tramite una piccola fenditura larga quanto un subacqueo, si accede ad una vasta camera sotterranea illuminata dall'alto attraverso l'apertura appena percorsa e da un'altra più piccola. Presenti saraghi, cernie, corvine , salpe ed anche un folto gruppo di barracuda; con un poco di fortuna è possibile vedere verso il largo ricciole e tonni.

 

Mappa Pianosa sp2

Cernia sula posidonia 

SP3
Chiamata anche secca delle aquile, per la notevole presenza estiva di aquile di mare, è l’immersione più bella di Pianosa. Si inizia scendendo lungo il lato esterno di un’area rocciosa ricca di gradoni, per raggiungere a quaranta metri la base della parete ed infine risalire ai quattro metri della testa. Il lato interno è coperto di posidonia ma quello esterno cade quasi verticale, ed ovviamente è il lato più bello. Una ricca presenza di pesce rende imperdibile questa immersione: anche qui barracuda, cernie molto confidenti, ricciole. Noi siamo stati fortunati, l'incontro con le aquile di mare non ha prezzo! 

 

Mappa SP3

 

Aquila di mare

 

SP6
Scendiamo su di un pianoro avvolto dalla posidonia a circa quindici metri di profondità , raggiungiamo poi uno spettacolare salto verticale che scende direttamente ai trentasei metri per farsi più morbido fino ai quaranta metri di profondità. Quest’area è caratterizzata da grandi spaccature ricoperte di organismi incrostanti e grotte, la più grande è passante con un percorso di venti metri. Anche qui osserviamo barracuda, cernie, dentici ed in stagione aquile di mare e ricciole.

 

Mappa SP6

Cernia bruna

 

SP7
Qui le profondità si fanno importanti, la testa della secca è ventisette metri e la base a cinquantadue metri di profondità. Inizialmente si segue in discesa il pianoro del cappello ricco di coralligeno, raggiungendo la parete verticale rivolta ad est coperta da eunicelle e grandi gorgonie rosse. Il pesce pelagico qui non manca mai, in profondità è possibile trovare anche astici ed aragoste. Visto le quote impegnative e la possibilità di correnti durante la risalita nel blu, anche se la catena aiuta, l'immersione è indicata solo a sub esperti.

 

Mappa SP7

 

Barracuda a Pianosa