Quintino Sella

Venezia
A circa dieci miglia dalla costa veneta giace il relitto del Quintino Sella, affondato dai tedeschi subito dopo l’Armistizio, testimonianza della fine di un cacciatorpediniere che ha dato il nome ad una classe di navi che comprende quattro unità.

Varato nei cantieri Pattison di Napoli il venticinque aprile 1925, i suoi ottantacinque metri di lunghezza erano spinti ad una velocità di trentacinque nodi da due eliche mosse da tre caldaie Parson e due turbine Thornycroft, poste in sale macchine separate.

 

Viste Quintino Sella

Caratteristiche della nave

Tipo nave: Cacciatorpediniere

Nazionalità: Italiana

Cantiere: Pattinson di Napoli

Data costruzione: 1925

Data affondamento: 11 settembre 1943

Lunghezza: 84,9 metri

Larghezza: 8,6 metri

Stazza: 1.480 tonnellate

Propulsione: Tre caldaie e due turbine per 35.000 HP

Velocità: 35 nodi

Eliche: Due a tre pale

 

La sua carriera militare si svolge principalmente nel mar Egeo. L’armistizio però lo trova in un cantiere a Venezia, dove il comandante Corrado Cini segue l'ordine di consegnare il cacciatorpediniere agli Alleati a Taranto. Il Sella lascia gli ormeggi alle 15,30 dell'11 settembre 1943 con a bordo anche trecento tra soldati e profughi civili in fuga dall'occupazione nazista. 

 

Foto Quintino Sella

 

Alle 16,30 un guasto ad una caldaia lo costringe ad una riduzione di velocità, proprio all’incrocio con il piroscafo Pontinia (un vecchio scafo del 1888) appena catturato dalla motosilurante tedesca S-54, comandata dal tenente di vascello Klaus-Degenhard Schmidt, che si nasconde dietro la nave mentre il Sella passa lento a quattrocento metri.

Schmidt infatti è salito a bordo del piroscafo insieme a due ufficiali e nasconde  la motosilurante dietro la murata di sinistra. Alle 17,45 l’S-54 esce dal riparo e lancia due siluri che centrano la nave all'altezza della plancia e del locale caldaia: il cacciatorpediniere si spezza in due, con la prua che affonda subito mentre la poppa con l’abbrivio prosegue per oltre cento metri. Muoiono ventisette marinai ed oltre duecento civili. Per questa azione l'ufficiale tedesco viene decorato con l'onorificenza di Cavaliere dell’Ordine della Croce di Ferro, nel 1944 cade in combattimento al largo di Dunkerque.

Nel 1956 inizia il primo tentativo di recupero da parte della società veneziana Navalcost, poi nel 1972 la nave è parzialmente smantellata. Nel 1974 e nel 1995 per motivi di sicurezza viene fatto esplodere il deposito munizioni.

 

Posizione Quintino Sella

 
S-54

Occorre aprire una parentesi sulla barca attaccante, l'S-54 è forse la più famosa Schnellboot della marina tedesca. Nel giorni dall'otto all'undici settembre 1943, affonda o cattura navi in tutto l'Adriatico ed incredibilmente convince alla resa la guarnigione italiana di Venezia.

Alle imbarcazioni di questo tipo non viene assegnato un nome specifico ma solo una sigla costituita da S ed un numero progressivo. Il primo numero di ogni nuova versione definisce la classe di appartenenza, in questo caso S-38 che comprende novantuno unità.

 

Profili S-boot

Caratteristiche della nave

Tipo nave: Motosilurante S-Boot

Nazionalità: Tedesca

Cantiere: Lürssen di Vegesack

Data costruzione: 1941

Data affondamento: 31 ottobre 1944

Lunghezza: 34,94 metri

Larghezza: 5,10 metri

Stazza: 115 tonnellate

Propulsione: Tre motori diesel Daimler-Benz per 2.000 HP

Velocità: 39 nodi

Eliche: Tre a tre pale

 

Con una lunghezza di trentacinque metri e cinque metri di larghezza è motorizzato da tre motori diesel da 2.000 HP in totale, che portano ad una velocità massima di 39 nodi. Lo scafo è in legno con ordinate in lega d'alluminio e paratie in acciaio.

Mentre il comandante Klaus-Degenhard Schmidt è trasferito sul S-185 operativo nel Canale della Manica, l'S-54 colpisce una mina ed affonda a Salonicco nell'ottobre 1944.

Il relitto

Con questa storia ovviamente non possiamo aspettarci un relitto integro, ma decidiamo una visita partendo dalla Marina di Cavallino con il diving Blue Sport. Il mare non ci aiuta: onda lunga e mucillaggine rovinano l’immersione, che avviene a tentoni con una visibilità non superiore al metro convincendoci a ridurre il tempo di fondo.

ll troncone  di prua, lungo venticinque metri , è appoggiato sul lato di sinistra ad una profondità di circa ventiquattro metri. Le strutture qui sono riconoscibili: si possono osservare  il cannone binato da 120 mm ed i vani di prua.

Il troncone di poppa, lungo sessanta metri, è in assetto di navigazione ad un centinaio di metri di distanza dalla prua ma ridotto ad una distesa di lamiere. Si riescono comunque ad identificare il cannone binato da 120 mm, i lanciasiluri e la mitragliera da 20 mm del fianco sinistro.  Nelle vicinanze si trova anche la plancia ormai seminascosta dalla sabbia. 

 

Log Quintino Sella 

 

 

Scorfano