Giannutri

Arcipelago Toscano
Giannutri è l'isola toscana posta più a sud ed è coperta in prevalenza da macchia mediterranea, ginepreti e residui di leccete.
Con una lunghezza di tre chilometri ed una larghezza di poco superiore a cinquecento metri, ha una costa rocciosa frastagliata intervallata da piccole baie. Grotte e spaccature provocate dall'erosione caratterizzano gli undici chilometri di costa.

L'accesso all'isola è possibile da Cala Spalmatoio a sud-est e Cala Maestra a nord-ovest. Il punto più alto è Poggio di Capelrosso con i suoi ottantotto metri di altezza, non vi è presenza d'acqua sorgiva e gli abitanti vengono riforniti da navi cisterna.
 

Cartina Giannutri Vedi l'elenco delle immersioni, in sequenza con inizio Cala Maestra, a fine pagina


Chiamata dai romani Dianum per la sua forma ad arco, tra il III e il I secolo a.C. diventa approdo lungo le rotte che da Roma portano in Sardegna o in Gallia, come testimoniano due relitti di navi onerarie. In epoca successiva l'isola è posseduta della potente famiglia dei Domizi Enobarbi che costruisce nel I secolo d.C. una splendida villa ed il piccolo porto i cui resti sono visibili a Cala Spalmatoio. Le rovine degli edifici residenziali sono invece ubicate nelle vicinanze di Cala Maestra dove troviamo anche la grande cisterna per l’acqua piovana, le terme ed il belvedere della villa con colonne e capitelli corinzi. Nel III secolo d.C. l'isola è abbandonata, forse a causa di un terremoto. Rimane per lungo tempo disabitata, saltuariamente usata dai Monaci Cenobiti o come rifugio provvisorio da pirati e saraceni. Dobbiamo arrivare al 1861 quando, con l’annessione al Regno d’Italia, è costruito il faro di Capelrosso e comincia la permanenza fissa dei guardiani.

In questi anni inizia anche una storia quasi incredibile, per quaranta anni sull'isola vive solitaria una improbabile coppia: lui si chiama Conte Gualtiero Adami, ex garibaldino, lei Marietta Moschini.
Gualtiero all'età di quarantaquattro anni si trasferisce a Giannutri nel 1882 con il fratello Osvaldo, per installare una fornace destinata alla produzione di calce e tentare la coltivazione dell'olivo e della vite; ma forse il vero motivo era la fuga dall'amore impossibile per la nipote Marietta appena diciottenne. Come abitazione adatta e sistema la villa romana, a quei tempi ancora parzialmente eretta e ricca di mosaici e marmi: i saccheggi dovevano ancora avvenire.
I fratelli Adami chiamano operai e contadini per i lavori necessari ma il progetto fallisce subito, tutti abbandonano l’isola tranne Gualtiero che sceglie di rimanere. Marietta decide di raggiungerlo ed insieme abitano su quest’isola deserta coltivando quel poco che la terra offriva, pescando e catturando conigli.
Gualtiero muore ultraottantenne nel 1922 e Marietta rimane sola sull'isola, respingendo ogni persona che cerca di avvicinarsi, fino alla sua morte avvenuta nel 1927.

Giannutri rimane spopolata fino al 1960 quando la speculazione edilizia modifica fortemente il territorio, principalmenta tra Cala Maestra e Cala Spalmatoio, dal 2004 è proprietà del Ministero dell'Ambiente. In precedenza la Regione Toscana aveva già acquistato l'area di Villa Domizia.

Per questa volta ho divagato sugli aspetti storici, questa piccola isola ha un passato inaspettato e suggestivo.

 

Orate
 

IMMERSIONI

Elenco in sequenza con inizio da Cala Maestra

Punta Scaletta
Situata al limite della zona vietata, attenzione all’orientamento, prende il nome dalle scalette che conducevano alla villa romana soprastante. Profondità metri 10/40 metri.

Nasim
Varato con il nome Elk nel 1959 in Inghilterra, affonda con il sua carico di automobili nel 1976 per l'urto sugli scogli di Punta Pennello causato dalla scarsa visibilità e da una forte libecciata. Giace sul fondo sabbioso davanti Cala Maestra a sessanta metri di profondità, disposto parallelamente alla costa  sul lato di sinistra con la prua in direzione nord. Durante l'affondamento ha perso le ventitre auto trasportate sul ponte, seminandole ad una profondità da trentatre a sessanta metri.
L'immersione è molto impegnativa, anche più di quello che appare visti i tanti incidenti qui verificatisi. Attenzione ai consumi ed ai tempi di decompressione, qui occorre la massima concentrazione e preparazione.

Nasim

Caratteristiche della nave
Distanza dalla costa: 100 metri
Tipo nave: ro/ro
Nazionalità: panamense
Cantiere: Broke Marine L.t.d. Inghilterra
Data costruzione: 1959
Data affondamento: 12 febbraio 1976
Causa affondamento: collisione contro gli scogli
Lunghezza: 66 metri
Larghezza: 11 metri
Stazza : 707 tonnellate
Propulsione: due motori diesel

Punta Pennello
Si segue la franata intorno al pianoro che costituisce una secca al cui limite si trova un bel salto verso batimetrie non ricreative, belle grottine. Profondità 10/40 metri.

Anna Bianca
Varato con il nome Vivien nel 1920 in Danimarca, affonda con il suo carico di pomice nel 1971  per motivi non chiariti. Giace sul fondale sabbioso di Cala Ischiaiola a quaranta metri di profondità, disposto parallelamente alla costa sul lato di dritta con la poppa in direzione sud privata delle eliche e parzialmente demolito. Meglio non entrare in questo troncone, mentre è possibile entrare  nel quadrato che troviamo subito dopo la zona in cui la nave è spezzata. La prua giace sparpagliata a profondità superiore, la distesa di lamiere non ha alcun interesse.

Anna

Caratteristiche della nave
Distanza dalla costa: 100 metri
Tipo nave: mercantile
Nazionalità: italiana
Cantiere: A/S Marstal Skibsbyggeri Danimarca
Data costruzione: 1920
Data affondamento: 3 aprile 1971
Causa affondamento: collisione contro gli scogli
Lunghezza: 46 metri
Larghezza: 9 metri
Stazza : 442 tonnellate
Propulsione: due motori diesel

Archetti
Immersione tra coreografici archi naturali ricoperti di organismi incrostanti, con bei gioche di luce è adatta a tutti. Profondità 5/20 metri.

Punta Ischiaiola
Bella parete con brusco salto ai trenta metri e presenza di corallo rosso negli anfratti, attenzione anche qui siamo al limite della zona vietata. Profondità 10/40 metri.

Punta del Calettino
Percorrendo un tratto con posidonia si arriva ad una bella franata, non immediatamente coinvolgente può riservare piacevoli avvistamenti. Profondità 10/30 metri.

Punta San Francesco
Rocce sparse fino ai trenta metri dove troviamo un salto fino ai cinquanta. Vita bentonica ridotta rispetto altri punti ma facili avvistamenti nel blu. Profondità 10/40 metri. 

Punta Secca
É una delle migliori immersioni, con una parete che dai venti metri di profondità scende verticalmente ai sessanta dove troviamo un fondale sabbioso. Pelagico nel blu, in direzione Cala Spalmatoio ed in zona vietata si trovano due cannoni antichi. Profondità 20/40 metri.

Secca dei Piemontesi o di Punta Secca
Percorriamo il pianoro, scendendo fino ad un grosso masso ai venti metri, dove inizia un canyon che scende ai trenta. Profondità 5/30 metri.

Scalette dei Piemontesi
Parete che scende regolare e con una discreta vita bentonica, adatta ad ogni subacqueo. Profondità 10/40 metri.

 

Flabellina