Bali

Indonesia
Venire fino a Bali solo per le immersioni sarebbe stupido, l’isola è tanto bella ed assorbe quasi tutto il tempo a disposizione: per una volta il mare passa in secondo piano.

Siamo in un'isola dell'Indonesia con una superficie di 5.500 km² e una popolazione di oltre tre milioni di abitanti, la religione predominante è l’induista, fatto che rende questa zona completamente diversa dal resto della nazione a maggioranza musulmana. Il capoluogo è Denpasar, dove arriviamo nell’aeroporto internazionale.

I monsoni portano piogge da dicembre ad aprile, la stagione secca e fresca che va da aprile a novembre. Noi  in agosto abbiamo trovato solo qualche nuvola al nord-est dell’isola, a sud sempre cielo azzurro invece.

 

Tempio

 

Bali è chiamata “l’isola degli Dei” poiché una leggenda indù narra che gli dei, lasciando Giava occupata dai musulmani siano arrivati qui. Nella nostra realtà il nome è meritato dalla bellezza dei luoghi e delle persone, che ci ha lasciato stupiti superando enormemente le nostre aspettative. Pur essendo una importante meta turistica ha un fascino davvero unico ed intriso di spiritualità: tutti i villaggi hanno un ricco tempio ed ogni  risaia, ogni strada, ogni angolo ha il suo tempietto per le offerte, sempre frequentato ad ogni ora.

Inutile descrivere i luoghi meritevoli, sono troppi! Possiamo però tracciare una demarcazione tra la parte sud con spiagge, locali, surfisti, turisti ed il resto dell’isola dove rimane una maggiore tranquillità anche nelle zone più frequentate. Sono comunque assolutamente da visitare entrambe... come mancare l’aperitivo al tramonto al Ku De Ta, con la musica lounge in sottofondo.

Noi abbiamo scelto una sistemazione che fosse vicina ai posti assolutamente da visitare, situati in prevalenza nelle zone centro-settentrionali. Malgrado questo abbiamo dovuto noleggiare un’auto con guida per sette giorni, si partiva ogni mattina alle otto e si tornava la sera tardi.

L’hotel scelto è stato il Rama Candidasa Resort & Spa che si trova a est di Bali, nella località di Candidasa: paese tranquillo e rilassante, adatto ai subacquei per la vicinanza di siti come Tulamben, Amed,  Padangbai,  Blue Lagoon e non adatto a chi vuole fare vita mondana.

 

 

Video Bali
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La componente subacquea non è meno importante, ma a parte Nusa Penida scordiamoci le cadute nel blu: tutte le immersioni vengono fatte intorno ai venti metri. Niente pelagici ma tanta piccola vita anche su scenari non sempre pittoreschi.

Per noi i fondali dell’indopacifico erano una novità ed abbiamo apprezzato la differenza da quelli già conosciuti. Ci siamo rivolti al diving Zen Dive, che fino a pochi giorni prima si chiamava Sub Ocean Bali, dove ci siamo trovati bene appena superato l’impatto con le loro barche a bilanciere.

 

Pesce pagliaccio

 

La guida locale Kadek è un perfetto conoscitore dei fondali e ci ha portato a scoprire anche i cavallucci marini pigmei. L’unica immersione nel blu al corner di Nusa Penida non ci ha fatto vedere i giganteschi pesci luna tanto vagheggiati: siamo arrivati in tarda mattinata. Per avere possibilità di vederli occorre essere tra i primi a scendere dopo l’alba, inutile illudersi. Come consolazione sul vicino manta point è davvero facile incontrare le nostre amate bestiole.

Da non perdere l’immersione sul Liberty a Tulamben (vedi), ma ognuna ha il suo perché!

Il periodo migliore per il mare è da aprile a novembre, durante la stagione secca. La temperatura dell’acqua cambia  da venti a ventiquattro gradi, consigliata la muta da cinque millimetri.

 

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Video sub Bali
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