L'isola di Zabargad

Mar Rosso
Durante il viaggio verso Elba reef abbiamo fatto una sosta su quest'isola e, per la prima volta malgrado altre visite, siamo scesi a terra. Abbiamo subito capito cosa abbiamo perso le volte passate: questo posto lontano da tutto è assolutamente da vedere.

Ci troviamo 30 miglia dalla penisola di Ras Banas, a circa 23° 36’ di latitudine Nord. Zabargad ha forma triangolare con lato di 3 chilometri e superficie di 4,5 chilometri quadrati, è circondata da una ricca barriera corallina e l’unico approdo si trova sul lato orientale, dove vediamo i resti di un piccolo molo. L’isola è disabitata, praticamente senza acqua dolce e con poca vegetazione. La vita animale è rappresentata da vari tipi di uccelli marini, falchi e qualche aquila; nella nostra visita abbiamo notato molti predatori sopra i nidi di tartaruga in attesa della schiusa delle uova.

 

Cartina Zabargad 

 

Dopo aver scavalcato il reef con il gommone, non senza difficoltà malgrado la marea montante, siamo entrati nella meravigliosa laguna a sud dell’isola. Sulla spiaggia corallina si intersecano infinite tracce lasciate dalle tartarughe marine arrivate qui per la deposizione delle uova. Qualcuno si incammina verso la collina per cercare qualche cristallo di olivina, mentre la maggioranza di noi preferisce attendere il tramonto passeggiando sulla sabbia.
La spiaggia, il colore della laguna ed il segno del passaggio delle tartarughe rendono questo posto semplicemente indimenticabile. Il sole che tramonta dietro Peridot Hill purtroppo ci riporta al gommone.

Zabargad è un frammento di litosfera sollevato tettonicamente e contenente rocce metamorfiche provenienti dal mantello posto una profondità di oltre 20 chilometri. Il risultato di ciò si eleva fino ai circa 235 metri della Peridot Hill: dai versanti di questo rilievo sono state estratte bellissime pietre.

OlivinaDa sempre su quest’isola viene scavato il peridoto, pietra semipreziosa chiamata anche olivina per il suo colore che parte dal verde giallognolo per arrivare al verde smeraldo a seconda della percentuale di ferro contenuta. In queste è presente anche del nickel, causa del verde germoglio che le differenzia da quelle di Lanzarote ed altre località.
Purtroppo ha una bassa durezza ed è quindi facile a danneggiarsi, riducendo così malgrado la bellezza il suo uso in gioielleria. Considerata ancor oggi da alcune persone pietra magica, l’olivina ha sempre avuto implicazioni soprannaturali, ad esempio come protezione contro il demonio e la sfortuna.
Già nel 1500 a.C. il giacimento era sfruttato dai faraoni della XVIII dinastia, olivine sono state trovate negli scavi di Alessandria e molti studiosi ritengono che la maggior parte dei famosi smeraldi di Cleopatra fossero in realtà olivine.

Gli antichi greci chiamavano Topazion questa pietra, attribuendole anche la capacità di aumentare il buon senso. Lo storico greco Agatarchide, geografo di Cnido, chiama l'isola Ophiodes e nel suo Sul Mare Eritreo ha scritto che è più facile trovare i topazi subito dopo il tramonto, dando origine alla denominazione "smeraldo della sera", che a volte è applicata al peridoto in alcuni paesi.

 Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia ci racconta:
Straordinario ancor oggi è il prestigio riservato al topazio, dovuto alla sua tonalità verde: appena fu trovato, fu anteposto a tutte le altre pietre. Accadde in un’isola dell’Arabia che era chiamata Citis, dove erano giunti dei pirati Trogloditi [la vicina località di Berenice anticamente era definita anche Trogloditica] sfiniti dalla fame e dall’inclemenza del tempo; accadde che mentre dissotterravano erbe e radici, estraessero un topazio. Questa è la versione di Archelao .
Giuba dice che l’isola Topazio si trova nel Mar Rosso, a trecento stadi dal continente; che siccome è nuvolosa e perciò cercata dai naviganti ha tratto il suo nome da questa ragione: topazin infatti nella lingua dei Trogloditi avrebbe il significato di “cercare”.

Con la caduta della dinastia dei Tolomei l’estrazione viene momentaneamente abbandonata, per poi riprendere sporadicamente nel tempo.  

L’esploratore James Bruce, scopritore delle sorgenti del Nilo Azzurro e del lago Tana, nel 1768 pensa di aver trovato l'isola degli smeraldi e la chiama Siberget. Successivamente viene chiamata Saint John’s (da J.R. Wellsted), Zabarjad, Zeberget o Zebirget. 

In seguito questa pietra semipreziosa verrà denominata olivina o peridoto, il nome topazio ora è dato ad una pietra preziosa completamente diversa.
Una rudimentale attività mineraria riprende al primi del ‘900 per conto di Kedivè Abbas II, il viceré turco dell’Egitto. Nel 1922 il governo egiziano concede i diritti di scavo alla Red Sea Mining Company, che utilizzando metodi più moderni continua l’estrazione fino alla seconda guerra mondiale.
Dopo la guerra si prosegue in forma ridotta fino al 1958, quando il presidente Nasser nazionalizza tutte le miniere: Zabargad, vista la risibile produzione, viene abbandonata.

Le miniere più antiche, a sud di Peridot Hill, sono costituite da circa 150 pozzi a cielo aperto profondi fino a 20 metri e scavati nella peridotite, il substrato roccioso sottostante l’altura, dove era possibile trovare concentrate nelle zone di frattura un numero maggiore di pietre. Le moderne miniere sono invece sul lato nord-est dell’altura e comprendono sia cunicoli profondi che pozzi aperti.
Non è possibile sapere il numero di minatori che operavano qui, ma a giudicare dalla grandezza dei ruderi e la difficile situazione di approvvigionamento, erano presenti probabilmente non più di venti uomini nello stesso momento; il grande numero di pozzi minerari e le loro dimensioni dimostrano quindi la longevità dell’attività estrattiva.
Si suppone che anticamente la presenza umana fosse limitata all’autunno ed ai mesi invernali, l’unico periodo con temperature accettabili ed occasionali piogge, essenziali per rifornire l’unico piccolo pozzo di due metri di diametro (possiamo vedere solo i primi cinque metri verticali, è pieno di detriti) posto su un terrazzo calcareo vicino alle vecchie miniere.
Nel 1838 James Raymond Wellsted scrive sul suo Viaggi in Arabia che le tre capanne circolari, i cui resti sono visibili anche oggi all'estremità orientale della spiaggia, erano abitate da cacciatori di tartarughe che utilizzavano l'acqua di questo pozzo scavato da antichi minatori.  

 Laguna sud di Zabargad

 
Nella parte occidentale dell'isola giace il relitto del Neptuna, un dragamine britannico di 34 metri di lunghezza, con motore diesel da 420 cavalli per una velocità di 9,5 nodi. Costruito in Scozia nel 1941 dai cantieri Buckie, modificato in barca safari per viaggi subacquei dalla Red Sea Diving Safari, è affondato il 29 aprile 1981 durante un viaggio da Port Sudan ad Hurghada .
Dopo aver trascorso una notte tranquilla ancorata ad ovest dell’isola, all’alba mentre il mare rinforza, un’avaria ai motori impedisce di fermare il Neptuna che il vento e le onde spingono verso il reef. Neanche la spinta dei due gommoni impedisce l’urto: i passeggeri e l’equipaggio sono costretti ad abbandonare la nave sulle zattere di salvataggio.
I ventitre naufraghi fortunatamente rimangono sull’isola poche ore, il cargo Blankensee ha raccolto il segnale di soccorso. Il poco che resta del relitto giace sparso ad una trentina di metri di profondità.

Nella laguna nord-est, ad una profondità di 24 metri ed a 500 metri a sud del piccolo molo si trova il relitto del Khanka.
Costruito in Polonia a fine anni 60, sembra un normale cargo ma pare sia invece una nave spia russa classe MOMA (861M), lunga 73 metri per 11 metri di larghezza con stazza di 1.580 tonnellate e spinta da due motori diesel da 3.600 cavalli per una velocità di 16 nodi. Affonda per causa ignota nel 1982. 

Khanka
Caratteristica di queste imbarcazioni è avere bisogno di molta e stabile energia elettrica, in questa nave in uno dei ponti inferiori sono collocate oltre 200 batterie elettriche divise in quattro sezioni. Servono ad alimentare la sala di controllo al ponte immediatamente superiore dove si trovano grandi pannelli di controllo e scrivanie.
Cosa faceva nella laguna di una sperduta isola questo tipo di nave? Possiamo supporre che si fosse messa ridossata per una missione o per una riparazione di emergenza e che qualche cosa sia andato storto, le lamiere della falla di poppa rivolte all'esterno e le ancore calate sembrano avvalorare queste ipotesi.
Meno romantica la possibilità che semplicemente portasse rifornimenti ed acqua alla guarnigione militare, qui forse stanziata in quegli anni, affondata per un incidente nel trasbordo o nella manovra: nel mistero ognuno può scegliere la storia preferita....

Questi relitti raramente vengono visitati, quasi tutti preferiscono utilizzare il poco tempo utile per visitare la meravigliosa barriera che circonda l’isola e le pareti della vicina Rocky Island. Noi siamo stati tra questi….ma torneremo ancora.