Levanzo o Isola di Levanzo

Mar Rosso
Appena a sud del 22° parallelo, nella zona di Elba reef in acque sudanesi è adagiato il relitto del Levanzo, raramente visitato per la sua posizione lontanissima dalle normali rotte subacquee e per questo rimasto intatto e bellissimo.

Posizione Elba reef

 

Il reef si trova oltre il limite sud del territorio conteso (Triangolo di Hala’ib), in piena sovranità sudanese. Apriamo una piccola parentesi per capire la zona.

Nel 1899 l’accordo anglo-egiziano sul Sudan fissa il confine in corrispondenza del 22º parallelo ma nel 1902, dato che la zona risulta più accessibile da sud, il Regno Unito decide un confine separato che pone il Triangolo di Hala’ib sotto controllo sudanese.

Nel 1956 il Sudan ottiene l’indipendenza e reclama la sovranità (in quel momento effettiva) sulla zona, malgrado l’Egitto rivendichi diritti in base all’accordo del 1899, tanto che nel 1958 Nasser invia le sue truppe per poi ritirarle. Nel 1992 viene concesso ad una società petrolifera canadese il diritto di sfruttamento delle acque antistanti la costa: a seguito dell’opposizione egiziana hanno inizio trattative, mentre la società canadese si ritira (per fortuna…). Nel 2000 il Sudan toglie le sue truppe dall’area, cedendo di fatto il controllo all’Egitto che occupa militarmente il territorio.

Dal 2006 i posti di confine settentrionali vengono gestiti dai militari di entrambe gli stati. Malgrado non si profili una soluzione alla controversia c'è collaborazione: il territorio è coperto dalle reti di telefonia mobile dei due stati e come valuta sono riconosciute sia la lira egiziana che la sterlina sudanese. Le riserve di petrolio recentemente scoperte hanno però aumentato il desiderio  di rivendicazione.... 

La nave costruita a Livorno nei cantieri Fratelli Orlando per la Società Meridionale di Trasporti Marittimi, è varata nel 1901 con il nome di Isola di Levanzo. Misura 113 metri di lunghezza per 15 metri di larghezza, con stazza di 3.875 tonnellate mossa da un motore a vapore con triplice espansione che permette una velocità di 11 nodi. Caratterizzata da due alberi e fumaiolo singolo, ha solo un ponte principale ed un ponte inferiore. Una particolarità per l’epoca è l’uso dell’energia elettrica in ogni parte della nave.

 

Levanzo

Caratteristiche della nave

Tipo nave: piroscafo/mercantile

Nazionalità: italiana

Cantiere: F.lli Orlando e C. Livorno

Data costruzione: 1901

Data affondamento: 28 Marzo 1923

Lunghezza: 113.15 metri

Larghezza: 15,40 metri

Stazza: 3.875 tonnellate

Propulsione: motore a vapore triplice espansione

Elica: quattro pale

 

Affittata alla Navigazione Generale Italiana, inizialmente copre la rotta atlantica verso New York, dove secondo i registri di Ellis Island trasporta nel suo primo viaggio 1.099 passeggeri.
Occorre ricordare che nelle banchine newyorchesi possono scendere soltanto i passeggeri di prima e seconda classe ed i cittadini americani di terza. Gli altri invece vengono condotti, sopra appositi vaporetti ad Ellis Island per subire l'esame medico e rispondere alle domande degli ispettori. 
In quegli anni i migranti viaggiano in ponti di stiva sovraffollati, maleodoranti ed insalubri fino quando una legge (n.23 del 31 Gennaio 1901) disciplina le varie fasi dell'emigrazione: prevede principalmente una "patente" che viene rilasciata soltanto alle navi che offrono sufficienti standard di sicurezza ed igiene. 
L'Isola di Levanzo viene così tolta dalla rotta atlantica dopo solo tre viaggi.

 

Manifesto NGI

 

La nave è venduta (insieme al piroscafo gemello Isola di Favignana) nel 1902 proprio alla NGI, che semplifica il suo nome in Levanzo e nel 1910 viene ceduta alla Società Cooperativa Marittima Italiana per essere utilizzata nel mar Nero, nel Mediterraneo ed infine nel mar Rosso. In viaggio da Genova a Durban come trasporto merci miste, principalmente sale, si arena forse per il maltempo su questo reef il 14 marzo 1923. Il 28 marzo durante un tentativo di salvataggio la cima di traino si rompe lasciandola alla deriva contro i coralli.

 

Prua Levanzo

 

Il relitto

La poppa con la grande elica a quattro pale ed il timone raggiunge il suo punto più alto a circa 18 metri, la grande chiglia rovesciata coperta di coralli molli tocca il fondale a 25 metri. Partendo dalla poppa è consigliabile percorrere il lato destro del relitto dove da diversi punti è possibile entrare nella nave.

 Posizione Levanzo


Tra l’albero di poppa ed il fumaiolo, entrambi adagiati sul fondo, troviamo un ampio varco che permette di raggiungere diversi fusti metallici ancora intatti, bottiglie di liquore , ampolle di fiaschi per vino (la paglia del cesto è ormai dissolta) ed un accesso al cassero. Le strutture in legno  sono scomparse e si vede così la stiva nella sua interezza, il carico giace sul fondo marino.
A  40 metri di profondità, in corrispondenza del drop off, troviamo il punto dove la nave si è spezzata. La prua ruotata sulla dritta scende lungo la parete fortemente inclinata raggiungendo i 70 metri.  L’area di rottura dai 40 ai 45 metri permette di entrare con sicurezza nella parte di prua, dove  l’enorme squarcio permette una vista integrale delle stive. La parte di poppa è invece chiusa da una paratia rimasta intatta.
In questo relitto sono particolarmente evidenti i supporti tubolari dei tendoni usati per proteggere i ponti (anche quello di comando...), come usava nei primi '900. Nell'immagine iniziale si può notare la loro forte presenza da poppa a prua. Questa foto del ponte di poppa protetto dai teloni è di una nave dello stesso periodo, la struttura metallica è simile a quella del Levanzo.
  

Poppa

 

La deco può essere smaltita dirigendosi ad ovest verso il reef meravigliosamente incontaminato dove, al riparo della probabile corrente, possiamo passare la parte finale dell’immersione.

Video Levanzo
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