Capo Verde

Isola di Sal
Capo Verde è una meta non molto frequentata dai sub italiani, malgrado le sue piacevoli particolarità. La nazione è costituita da un arcipelago di dieci isole, situato nell'oceano Atlantico tra il Tropico del Cancro e l'Equatore ad oltre 400 km dalle coste dell'Africa.
 

Il fuso orario ha due ore in meno rispetto casa nostra, che diventano tre quando da noi c'è l'ora legale. Il clima è di tipo tropicale, con temperatura media dell’aria di 26 gradi e dell’acqua di 24 gradi, noi a fine maggio (l’inizio della stagione migliore per le immersioni) abbiamo trovato esattamente questa condizione termica, una muta da 5 mm va quindi bene per tutto l’anno.

 

 Spiaggia di Santa Maria


Sal ha una superficie di 216 km² e forma allungata da nord a sud,  con una lunghezza di circa 30 chilometri ed una  larghezza massima di 12, la superficie è generalmente piatta e raggiunge la massima altezza di 406 metri al Monte Vermelho.

I primi a scoprirla sono i navigatori arabi, poi i portoghesi arrivati nel 1455 la chiamano Llana o Plana. Il nome Sal arriva con lo sfruttamento del sale scoperto nel cratere di un vulcano estinto, il Pedra do Lume. Prima deserta e pascolo per le greggi degli abitanti della vicina isola di Boavista, con l’estrazione ed il commercio del sale l'isola diventa importante.

Queste isole situate  in mezzo all’Atlantico sono per secoli scalo delle navi dirette nelle Americhe, che qui fanno rifornimento di cibo ed acqua. Per tutto il 1500 questa è la principale risorsa  insieme al traffico di schiavi.
Sempre per la posizione strategica, durante il fascismo gli italiani costruiscono a Sal un aeroporto per rifornire di carburante gli aerei diretti verso il Brasile. Una regolare linea, gestita dalla LATI (Linee Aeree Transcontinentali Italiane), collega dal 1939 al 1941 Roma con Rio de Janeiro. Anche negli anni '60 Alitalia usa questo aeroporto con le stesse modalità, scalo tecnico e cambio equipaggio. 

Negli anni l'aeroporto internazionale alimenta il turismo, causando una migrazione interna proveniente dalle isole vicine. Il lavoro portato dai complessi turistici ha fatto crescere enormemente la popolazione di Santa Maria: anche noi, a distanza di pochi anni dalla prima visita, fatichiamo a riconoscerla. 

 

Cartina Sal

 

Santa Maria è il più vecchio villaggio dell’isola, fondato nei primi anni dell'ottocento, ora gli alberghi e i villaggi turistici occupano il litorale circostante. Ristoranti, bar, gelaterie, discoteche e pizzerie riempiono il centro abitato, i venditori ambulanti (principalmente senegalesi) hanno anche un mercato a loro dedicato. La notte è molto animata, malgrado un aumento della microcriminalità è possibile viverla con un minimo di attenzione. Unica nota spiacevole: questo luogo è diventato meta di turismo sessuale, cosa che si nota proprio nei locali notturni….
Il vecchio e pericolante pontile di legno ha lasciato il posto ad uno nuovo, largo e sicuro diventato ritrovo per venditori di pesce e souvenir.
La vera attrazione è la spiaggia di sabbia bianca lunga circa dieci chilometri, ancora in massima parte incontaminata. Per il vento teso e costante è considerata una delle migliori località al mondo, soprattutto in inverno, per la pratica del windsurf e del kitesurf.

Un posto caratteristico dell'isola è Pedra do Lume, cratere di un antico vulcano. Attraversando un tunnel scavato nel 1804 per consentire l'estrazione del sale si accede al fondo del cratere, che si trova al livello del mare e dove le infiltrazioni di acque marine creano le vasche da cui si ricavava il sale e dove oggi è possibile fare il bagno.

L’attività subacquea viene praticata principalmente sull’isola di Sal, i centri diving degni di questo nome sono solo due e noi ci siamo rivolti al Cabo Verde Diving situato all’interno del villaggio turistico Vila do Farol. Motivazione principale di questa scelta è stata la presenza nello staff di Guido Resca, di cui già conoscevamo la serietà e professionalità.

Il diving dispone di attrezzatura a noleggio di buona qualità ed a prezzi più che onesti, si può prendere quindi in considerazione il fatto di risparmiare peso e lasciare a casa la propria attrezzatura. 

 

Video Capo Verde
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Le immersioni si sono svolte tutte nel raggio di pochi minuti di navigazione, alla mattina vengono realizzate con la tecnica “two tank dive”: due immersioni di seguito con un brevissimo intervallo di superficie. Non apprezziamo questo sistema, anche se può presentare pregi, ed un paio di giorni abbiamo preferito fare l’immersione singola al pomeriggio anche se  destinata prevalentemente ai corsisti. 

I fondali sono realmente diversi dalle nostre solite frequentazioni, assomigliano al Mediterraneo ma con la presenza ricchissima di pesci corallini. Non si può rimanere quindi delusi, ma bisogna essere coscienti di essere nell’oceano Atlantico. Durante l’immersione (a noi è capitato) è possibile sentire la voce delle balene che passano al largo durante la migrazione. 

Sono visitabili anche due relitti, il peschereccio Kwarcit (vedi) affondato deliberatamente nel 2006 ed il piccolo mercantile S.Antao affondato nel 1966. Di fronte a Farol invece troviamo resti sparsi di una nave affondata ai primi del ‘900, resta visibile intatta solo la grossa caldaia a vapore. 

La bassa profondità di queste immersioni permettono anche ad un brevettato Open di godere queste acque.