Rosalie Moller

Gubal Seghir, mar Rosso
Nella seconda guerra mondiale quest'area, destinata alla sosta delle navi in attesa del turno di passaggio nel canale di Suez era considerata sicura, ma nel luogo dell'ormeggio H si trova questo relitto, uno dei più emozionanti del mar Rosso.

Il Rosalie Moller, varato con il nome di Francis fu costruito dai cantieri Barclay Curle & Co di Glasgow nel 1910. Con lunghezza di 108 metri e larghezza di 10 metri ed una stazza di 3.960 tonnellate, disponeva di motori a triplice espansione alimentati da due caldaie a carbone, che permettevano una velocità di crociera di oltre 10 nodi.


Rosalie Moller

Caratteristiche della nave

Tipo nave: cargo

Nazionalità: inglese

Cantiere: Barclay Curle & Co di Glasgow

Data costruzione: 1910

Data affondamento: 8 ottobre 1941

Lunghezza: 108 metri

Larghezza: 10 metri

Stazza: 3.960 tonnellate

Propulsione: motore a vapore triplice espansione da 1.980 HP

Elica: quattro pale

 

Nel marzo del 1931, venduto alla compagnia Moller & Co, cambia il nome in Rosalie Moller. Iscritto nei registri navali cinesi, naviga sotto bandiera inglese tra Shangai e Tsing-Tao. 

In vista del conflitto è requisito dal Ministero della Guerra e nel 1940 si trova a Liverpool, sotto il comando del capitano James Byrne. Trasporta solitamente fino a 4.500 tonnellate di carbone gallese, apprezzato per il poco fumo prodotto e per l’alta resa, doti adatte alle navi militari.

Nel luglio del 1941 i motori vengono revisionati in vista della circumnavigazione delle coste africane. Diretta nel Mediterraneo ad Alessandria, l’undici settembre effettua un rifornimento a Durban per poi proseguire la navigazione lungo la costa orientale africana. Dopo una sosta ad Aden la nave entra nel Mar Rosso diretta a Suez poi, a causa del naufragio del Tynefield  che blocca l'ingresso del canale, aspetta il turno di passaggio a ridosso dell’isola di Gobal. 
Purtroppo la notte del 6 ottobre 1941, una squadra di Heinkel HE111 partita da Creta attacca ed affonda il Thistlegorm facendolo esplodere. Il mare viene illuminato, rivelando la posizione delle navi ancorate nelle vicinanze. 
Due notti dopo gli Heinkel tornano, vengono lanciate due bombe ed una colpisce la stiva numero tre: un'ora dopo la nave affonda e l'equipaggio sale sulle scialuppe. All'appello mancano due marinai.

Coperta

 

Il relitto

Adagiato su un fondale fangoso di 50 metri, tra l’isola di Gubal Seghir e l’isola di Tawila, il relitto è in assetto di navigazione. L’immersione non è semplice vista la possibile scarsa visibilità, la corrente e la profondità. Seguendo la cima della boa, arriviamo sul ponte ad una profondità di 33 metri.  Il bellissimo albero di poppa, a cui che nei primi anni si ormeggiavano le barche, ha purtroppo ceduto  ed è avvolto da cime abbandonate. Scendendo lungo la murata si vede lo squarcio provocato dalla bomba nella stiva dove è contenuto il carbone. 

Rosalie Moller 

Tutta la nave è avvolta da una nuvola di pesce, solo la scarsa luce e l’acqua verdognola ci ricordano la profondità e l’insolita posizione del relitto. Si attraversa un corridoio ai cui lati troviamo la cucina e l’accesso alla sala macchine, i bagni e gli alloggi. Terminato il passaggio si arriva al fumaiolo coricato di lato. Volendo proseguire si raggiunge la prua con l'ancora sinistra rimasta nell’occhio di cubia, quella di destra è invece appoggiata sul fondale a circa cento metri di distanza.

Video Rosalie Moller
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Si segue il lato destro per ritornare all’albero di poppa, trovando tre gavoni e l’ancora di rispetto. La risalita avviene lungo la cima che ci ha guidato nella discesa. Il momento migliore per l’immersione è al mattino, nel pomeriggio l’acqua solitamente si intorbidisce. Il profilo d’immersione che segue ha consentito di non effettuare deco eccessiva

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